Amleto

I cinque atti della tragedia shakespeariana riadattati dal regista Pietro Conversano in un unico tempo per coro e soli: è il progetto nel quale sono coinvolti i giovani attori della Compagnia di San Patrignano, laboratorio teatrale nato all’interno della Comunità come attività integrante del percorso terapeutico.

Perché l’Amleto di Shakespeare? «Abbiamo iniziato questo viaggio avventuroso - spiega Pietro Conversano - sull’onda emozionale dei risultati di Così è, (se vi pare) di Pirandello. Portare in scena l’Amleto mi è sembrata una scelta quasi obbligata, alla luce della mia esperienza all’interno della Comunità. Un luogo, questo, che vive di domande e di risposte, un luogo nel quale la scelta è necessaria.

I ragazzi arrivano alle prove dopo un’intera giornata dedicata al loro percorso di recupero, alla vita insieme agli altri, alle mansioni giornaliere, alle fatiche e ai passi avanti di una vita che si fa nuovamente strada dentro di loro. E si prova per cinque ore di seguito”.

Tutto, nello spettacolo, dalle scenografie ai copioni, è opera dei ragazzi della comunità e tutti, attori, tecnici luci e audio, aiuti regia, scenografi e costumisti, sono ospiti della Comunità.

Amleto è passato da qui diventa così un modo, per la Compagnia, di trasmettere un forte messaggio di speranza e prevenzione con la voce di questi ragazzi e ragazze che a San Patrignano portano avanti il loro percorso per tornare ad essere liberi da ogni dipendenza.

«Amleto siamo noi, la nostra vita – recitano nel prologo allo spettacolo - Siamo noi che iniziamo questo difficile viaggio che affrontiamo con impegno e lealtà confidando nella vostra infinita clemenza».


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